La psicologa Alba Marcoli a Oristano: "Mamme, accettate i vostri limiti"

ORISTANO, 4 FEBBRAIO 2010 - Accettare il pensiero ostile nei confronti dei propri figli, i propri limiti come madri, i distacchi. Alba Marcoli, psicologa e piscoterapeuta oristanese di nascita e milanese d'adozione, autrice di numerosi saggi sul rapporto genitori-figli, presente ieri all'incontro organizzato dal Consultorio familiare di Oristano in collaborazione con il Centro Servizi Culturali e la libreria Mondadori, ha lanciato un messaggio rassicurante alle giovani madri: non puntare alla perfezione, ma accettare la propria imperfezione.

L'incontro, introdotto dal direttore del Distretto sanitario di Oristano Antonio Delabona e dalla responsabile del Consultorio familiare Maria Antonietta Grimaldi, era rivolto ai neogenitori e agli operatori sanitari, in particolare a quelli impegnati nel settore materno infantile. Un folto pubblico ha ascoltato le parole della psicologa, che ha esaminato le paure, le ansie e le difficoltà legate al rapporto genitore-figlio fin dalla prima infanzia, in particolare quello dei pensieri ostili nei confronti dei bambini. «Esiste un vero e proprio tabù sociale sull'idea che la madre possa far del male al proprio figlio – ha osservato Alba Marcoli – Ecco, è necessario legittimare questo pensiero per fare in modo che non si realizzi. Le mamme devono potersi concedere questo pensiero». Come ha spiegato la psicologa, le madri devono avere coscienza che rabbia e aggressività sono sentimenti normali, non patologici, nel periodo successivo al parto, in quanto ci si trova a fronteggiare un evento rivoluzionario e impegnativo, come quello del diventare genitori. Interessante poi il concetto del lutto evolutivo: dalla recisione del cordone ombelicale all'inserimento al nido, alla scuola materna e via via con gli anni, genitori e figli vivono un ciclico distacco. «Molte madri vorrebbero risparmiare questo dolore ai propri figli e così tendono a tenerli con sé il più possibile, ma il distacco è necessario alla crescita».

Soffermandosi a lungo sul senso di inadeguatezza di fronte ai propri figli e sul sempre più frequente fenomeno della depressione post partum, la Marcoli ha sostenuto la necessità che la donna non sia mai lasciata sola dopo il parto e che attorno a lei venga costruita una rete protettiva formata da familiari, amici e operatori socio-sanitari. In questo senso, il Consultorio familiare diventa il luogo fondamentale dove le giovani madri possono trovare un sostegno prezioso sia dal punto di vista medico, con l'assistenza di un pediatria, sia psicologico. «ll Consultorio familiare di Oristano – ha spiegato la responsabile Maria Antonietta Grimaldi – non solo promuove dei gruppi di accompagnamento alla nascita e preparazione al parto, ma anche di promozione dell'allattamento al seno ed informazione sulle buone pratiche nell'infanzia. Di recente, poi, è stato costituito un gruppo di mamme che si incontrano anche successivamente al parto: il confronto e l'incrocio delle diverse esperienze le aiuta a superare molti dei problemi che si pongono con la crescita dei propri figli».